ALICE FASHION WONDERLAND: SCAPPIAMO, QUI SONO TUTTI NORMALI!
- Valentina Maugeri

- 5 ore fa
- Tempo di lettura: 4 min
“Troppo grande, troppo piccola: l’Alice contemporanea e il dilemma di una generazione”
Conosciamo tutti la storia di Alice in the Wonderland, il celebre romanzo fantastico del 1865 scritto da Lewis Carroll.
Forse l'unica protagonista a non essere una principessa in cerca di un salvatore, Alice ci accompagna in uno strambo viaggio all'interno di un mondo surreale popolato da creature bizzarre, iniziato da una caduta nel vuoto, dopo aver inseguito curiosamente un Bianconiglio.
Un percorso fantastico, si rivelerà poi essere un sogno generato dal suo subconscio, ma che anche rappresenta un viaggio interiore attraverso cui esso diventa realtà.

Torno a scrivere su questi schermi dopo mesi di silenzio e non vi nascondo che i dubbi sono stati molti, affiancati da esami e cambiamenti radicali.
Oggi, infatti, non vi scrivo dalla mia solita camera in Sicilia e nemmeno dall’Italia: mi trovo in una stanza nuova, al momento temporanea, un po' come Alice che si ritrova a vivere in una dimensione sconosciuta alla ricerca di qualcosa che, in fondo, è già dentro di sé.
Vi ricordate quando accennai al ritorno astrologico di Saturno, il pianeta del rigore e del sacrificio? Quel momento è arrivato: dopo 29 anni, è tornato a sostare nel segno dell’Ariete. E indovinate chi se lo ritrova nel tema natale? Proprio la sottoscritta.

Io sono Valentina, "fashion blogger" forse, studentessa di design della moda, appassionata di stile e comunicazione
Da tre anni ho fondato Dialoghi di Stile, con l'obiettivo di far trasparire la mia visione del mondo della moda, dello sviluppo dello stile personale e di come rendere questi complessi concetti più fruibili per voi tutti.
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Ma quindi, chi è Alice e cosa c'entra con Saturno?
Una giovane che si trova a dover vivere quella sospensione tra ciò che la società propone e quello che desidera davvero, un po' come noi giovani d'oggi, in bilico tra il tempo che corre veloce e quello che necessitiamo per costruirci una vita autentica.
Alice si sente piccola di fronte alle responsabilità, ma ormai troppo grande per tornare in un mondo che si è lasciata alle spalle.
Le bizzarre creature che incontra non sono che riflessi delle sue sfumature interiori, voci contrastanti da integrare per trovare un nuovo equilibrio.
Il suo viaggio parla del peso delle aspettative, dei percorsi prestabiliti e di quell’idea di "normalità" che tenta di uniformarci tutti.
Ma cos’è davvero la normalità?
Alice sceglie di seguire la sua curiosità e di rifiutare le etichette: il suo è il gesto ribelle di chi desidera guardare le cose da un’altra prospettiva e immaginare un mondo in cui non serva chiedere il permesso per essere sé stesse.
In questo percorso, però, esiste il rischio di inseguire all’infinito nuovi desideri, finendo per smarrire ciò che già si possiede. La vera sfida, allora, è riconoscere ed equilibrare ogni pezzo del proprio puzzle, senza mai diventarne prigioniera.

In questa occasione, il romanzo di Carroll diventa una sorta di "Alice Fashion Wonderland", un progetto di fashion styling e fotografia risalente ad 1 anno fa, ideato da me ed altri colleghi, in cui abbiamo immaginato Alice come una donna contemporanea che attraversa la propria trasformazione in un paese delle meraviglie reinterpretato.
La narrazione visiva (che vedete in questi scatti) parte da abiti stretti, corpetti rigidi e gonne vaporose: esteticamente piacevoli, ma evocazioni di un passato che definisce e limita.
Scatto dopo scatto, i volumi si alleggeriscono, i tessuti si aprono, la naturalezza del corpo prevale; la protagonista inizia ad abitare look che parlano di forza espressiva accompagnata da un tocco di sensualità.
È una metamorfosi raccontata attraverso gli abiti, ed ogni cambiamento è un passo verso la crescita.
Una delle più celebri frasi di questo romanzo recita: «Scappiamo, Alice! Qui sono tutti normali» e rappresenta la dichiarazione del rifiuto di una perfezione statica e uguale per tutti, in favore di un’autenticità espressiva che non ha bisogno di definizioni.
In un'epoca che ci vuole incastrate in una tabella di marcia predefinita — laureati a 25 anni, sposati a 30, con un lavoro 'stabile' che spesso ci sta stretto come un corpetto vittoriano — scegliere di essere 'anormali' è un vero atto di stile.
Quindi, non abbiate paura di cambiare vesti, di alleggerire i tessuti della vostra vita: Spingersi verso l’ignoto richiede coraggio: sono proprio le scelte che fanno paura ad aprire le porte verso un mondo nuovo.
Ti è mai capitato di sentirti "fuori posto" proprio mentre stai costruendo il tuo posto nel mondo?
Fammelo sapere nei commenti.
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Per la realizzazione di questo progetto editoriale ringrazio Alba Tiralongo, Ludovica Viola Ciadamidaro, Francesco Villani, Campfire Production e La Pibita Artistica.
























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